Intervista a Lorenzo Rigatti, fondatore di BlockInvest, il partner tecnologico di Weltix per la tokenizzazione degli strumenti finanziari

Lorenzo RIgatti

Lorenzo Rigatti è il fondatore e CEO di BlockInvest, il partner tecnologico di Weltix per la tokenizzazione degli strumenti finanziari. In questa intervista, Lorenzo Rigatti ripercorre il suo percorso, la nascita di BlockInvest e la collaborazione con Weltix, Responsabile del Registro DLT autorizzato Consob.

Chi è Lorenzo Rigatti?

Sono nato a Napoli nel 1989 e, prima ancora di definirmi imprenditore, mi considero un appassionato di sport e tecnologia. Per molti anni il basket è stato una parte fondamentale della mia vita e credo che mi abbia insegnato due aspetti che oggi porto quotidianamente nel lavoro: il valore del gioco di squadra e la
capacità di gestire la pressione nei momenti complessi.

Dopo il liceo mi sono trasferito a Torino, dove ho studiato Ingegneria al Politecnico, vivendo anche un’esperienza di internship a Detroit. Successivamente ho iniziato il mio percorso professionale in Fincantieri, ma a un certo punto ho capito che volevo costruire qualcosa di mio. L’incontro con il mondo blockchain ha rappresentato il punto di svolta della mia vita professionale.

Ci parla della sua vita professionale?

Guardando indietro, vedo il mio percorso come la combinazione di esperienze molto diverse ma complementari. La prima fase è stata quella industriale in Fincantieri, dove lavoravo come Project Planner nella costruzione di navi da crociera. È stata una palestra incredibile: gestire progetti da centinaia di milioni di euro, con tempi rigidissimi e stakeholder internazionali, mi ha insegnato cosa significhi davvero affrontare la complessità operativa.

Successivamente mi sono trasferito in Svizzera, entrando nel cuore dell’ecosistema blockchain europeo. Prima con Noku e poi con Luxochain ho approfondito sia gli aspetti tecnologici sia quelli di business della blockchain, lavorando anche sull’autenticazione del lusso tramite NFT.

Quella esperienza mi ha fatto comprendere non solo il potenziale enorme della tecnologia, ma anche i suoi limiti quando non dialoga con il mondo regolamentato.

Da lì è nata la sintesi di tutto il mio percorso: BlockInvest.

Come ha scoperto il mondo della blockchain?

Lavoravo ancora in Fincantieri quando ho capito che la blockchain era una tecnologia capace di trasformare profondamente il funzionamento dei mercati finanziari, della gestione degli asset e della fiducia digitale. Da quel momento ho iniziato a studiare protocolli, infrastrutture e casi d’uso nella finanza tradizionale.

Come è nata BlockInvest e quali sono state le tappe di sviluppo?

BlockInvest nasce ufficialmente a Milano alla fine del 2019, ma l’idea era già maturata l’anno precedente mentre lavoravo in Svizzera insieme a Fabio Pacchioni, che sarebbe poi diventato il CTO della società. L’idea iniziale era quella di tokenizzare il settore immobiliare, ma ci siamo scontrati molto rapidamente con i limiti
normativi europei.

Da lì abbiamo capito che la vera opportunità non era tokenizzare direttamente gli immobili, ma lavorare sui layer finanziari e sugli strumenti regolamentati. È stato il pivot strategico che ci ha portato a diventare una smart-contract factory per la finanza.

Negli anni successivi abbiamo costruito un percorso molto graduale ma estremamente concreto. Nel 2021 Crédit Agricole Italia ha sottoscritto interamente il nostro pre-seed, dando una forte validazione industriale al progetto. Nel 2022 siamo entrati nel mercato europeo lavorando su operazioni di green bond tokenizzati in Lussemburgo. Nel 2023 siamo stati selezionati sia da Borsa Italiana per il programma TechShare di Euronext sia dalla Banca d’Italia nella sua Call for Proposal.

Il 2024 è stato probabilmente l’anno della svolta: abbiamo vinto il tender di CDP per il primo strumento finanziario tokenizzato istituzionale italiano, sottoscritto da Intesa Sanpaolo. Nel 2025
sono poi arrivate la tokenizzazioni dell’equity di Weltix, il primo minibond tokenizzato E4 acquistato da UniCredit e CDP e la prima nota strutturata emessa da UniCredit dedicata a investitori privati. Infine, nel 2026, proprio UniCredit è entrata nel capitale di BlockInvest come lead investor.

Qual è l’offerta di BlockInvest?

BlockInvest è un’infrastruttura tecnologica istituzionale per la tokenizzazione degli strumenti finanziari. Una delle nostre caratteristiche distintive è il modello permissioned token on permissionless ledger: utilizziamo una blockchain pubbliche come Polygon per garantire trasparenza e resilienza, ma con livelli di controllo proprietari che consentono piena conformità normativa sul controllo del token.

Che collaborazione c’è tra BlockInvest e Weltix?

La collaborazione con Weltix è molto stretta e rappresenta uno degli esempi più avanzati oggi presenti in Italia nel mondo della tokenizzazione regolamentata. BlockInvest fornisce l’infrastruttura tecnologica per l’emissione e la gestione degli strumenti finanziari digitali, mentre Weltix opera come Responsabile del Registro DLT autorizzato da Consob. In pratica, le due realtà lavorano in modo complementare: noi sviluppiamo il layer tecnologico e gli smart contract, mentre Weltix gestisce la componente regolamentare legata alla circolazione digitale degli strumenti finanziari. Le principali operazioni di tokenizzazione
realizzate in Italia, appena citate, sono nate proprio da questa collaborazione.
L’obiettivo comune è costruire una nuova infrastruttura dei mercati finanziari europei, più digitale, efficiente e accessibile.