Author: Federico Morgantini

  • Costruiamo filiere, non eroi

    Costruiamo filiere, non eroi

    Foto presa da XINHUA

    C’è una generazione, nata dopo il 9 luglio 2006, che non ha mai visto l’Italia alzare la Coppa del Mondo.

    Chi è nato dopo il 24 giugno 2014 non ha mai nemmeno visto l’Italia giocare un Mondiale.

    Verrebbe da dire: che sfortuna.

    Invece quella stessa generazione ha visto questo.

    Tennis

    Jannik Sinner 95 settimane da numero 1 del mondo, 5 Slam, 2 ATP Finals, 10 Masters 1000. Coppa Davis 2023, 2024, 2025, l’ultima senza Sinner e senza Musetti. Billie Jean King Cup 2024 e 2025.

    Foto presa da ANSA

    Nuoto

    Federica Pellegrini: oro olimpico 2008, in finale nei 200 sl in cinque Olimpiadi, record del mondo per 14 anni. Gregorio Paltrinieri oro a Rio. Martinenghi e Ceccon ori a Parigi. Quadarella e Cerasuolo oro nei campionati Mondiali di nuoto.

    Scherma

    Vezzali, Tagliariol, Di Francisca, Garozzo, il fioretto a squadre. Poi Tokyo, zero ori per la prima volta dal 1980. Tre anni dopo, la spada femminile oro a Parigi. Una filiera non è chi non cade mai: è chi si rialza.

    Volley

    Maschile campione del mondo 2022 e 2025, due titoli consecutivi. Femminile oro olimpico a Parigi 2024, poi Nations League e Mondiale 2025, dentro una striscia di 39 vittorie di fila.

    Foto presa da Opympics.com

    Sci e sport invernali

    Federica Brignone prima italiana a vincere la Coppa del Mondo generale. Sofia Goggia oro olimpico e quattro coppe di discesa. Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi prime italiane a vincere la generale di biathlon. Arianna Fontana, oggi l’atleta italiana più medagliata di sempre ai giochi olimpici.

    Atletica

    Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi, oro nella stessa ora a Tokyo. La staffetta 4×100. Stano e Palmisano nella marcia. Furlani campione del mondo nel lungo.

    Motori

    Valentino Rossi iridato nel 2008 e nel 2009. Max Biaggi in Superbike. Tony Cairoli, 9 mondiali nel motocross.

    Olimpiadi

    8 ori a Pechino 2008. 8 a Londra. 8 a Rio. 10 a Tokyo. 12 a Parigi 2024, con 40 medaglie. E 10 ori a Milano Cortina 2026, la migliore Olimpiade invernale della nostra storia.

    Paralimpiadi

    Zanardi, Bebe Vio, Sabatini, Barlaam, Gilli, Caironi. Un movimento stabilmente tra i primi al mondo.

    Il ciclo virtuoso

    E ieri Andrea Kimi Antonelli, 20 anni, campione del mondo di Formula 1. Il più giovane di sempre. Il primo italiano dopo Alberto Ascari, 73 anni fa.

    Il punto non è la nostalgia per il 2006.

    Il punto è che queste vittorie non sono episodi isolati. Sono il prodotto di filiere: vivai, metodo, continuità, dati, allenatori che restano, federazioni che programmano su dieci anni e non su una stagione.

    I risultati non arrivano dal talento. Arrivano dall’infrastruttura che permette al talento di emergere in modo ripetibile.

    È esattamente così che funziona anche fuori dallo sport.

    Antonelli è nato 47 giorni dopo Berlino 2006, la notte della vittoria dei mondiali. Nell’ estate del 2014 in cui l’Italia giocava la sua ultima partita a un Mondiale, lui non aveva ancora otto anni ed era a un Kart Summer Camp di ACI Sport.

    Non è un’eccezione. È l’ultimo capitolo di un sistema che qualcuno ha avuto la pazienza di costruire.

    Costruiamo filiere, non eroi.

  • Weltix e ARC Real Estate portano una cartolarizzazione tokenizzata a investitori privati professionali con SOLARIS SPV

    Weltix e ARC Real Estate portano una cartolarizzazione tokenizzata a investitori privati professionali con SOLARIS SPV

    L’operazione, una cartolarizzazione di crediti NPL con note ABS emesse nativamente digitali su blockchain pubblica Polygon, è destinata a un private club deal di investitori professionali non istituzionali

    Milano, 22/09/26 – Weltix S.p.A., società autorizzata da CONSOB come Responsabile del Registro DLT, annuncia di aver supportato ARC Real Estate S.p.A. con l’operazione SOLARIS, una nuova cartolarizzazione di crediti NPL le cui note nascono nativamente digitali su blockchain pubblica. Per la prima volta la tokenizzazione di un’operazione di questo tipo esce dal perimetro istituzionale e si apre a un club deal di investitori privati professionali.

    Il portafoglio sottostante è composto da crediti NPL ceduti direttamente dalle banche e assistiti da garanzie immobiliari: un’asset-class che, attraverso i canali tradizionali, risulta difficilmente accessibile per i soggetti privati. Grazie alla struttura realizzata da ARC e alla tokenizzazione, l’investitore privato professionale può accedere all’opportunità direttamente sul mercato primario, nel momento stesso in cui l’operazione viene costruita.

    ARC Real Estate S.p.A. ha agito in qualità di Originator e Special Servicer, coordinando una filiera di operatori specializzati. 130 Servicing S.p.A. ha ricoperto i ruoli di Master Servicer, Corporate Servicer e Calculation Agent; Greenberg Traurig ha svolto il ruolo di partner legale. Weltix S.p.A. ha agito appunto in qualità di Responsabile del Registro DLT, garantendo l’emissione, la verifica della titolarità dei wallet e  gestirà l’intero ciclo di vita delle note ABS tokenizzate nel rispetto della normativa italiana introdotta dal Decreto FinTech, con il supporto tecnologico di BlockInvest. L’intera struttura è stata realizzata nel rispetto della Legge 130/99.

    Le note ABS emesse dal veicolo sono scritte sulla blockchain pubblica Polygon. In questo modello, il Responsabile del Registro DLT costituisce il livello che assicura valore legale e titolarità certa degli strumenti: la blockchain non è soltanto una tecnologia per rappresentare digitalmente l’asset e tracciarne le scritturazioni, ma è inserita all’interno di un’infrastruttura regolamentata che accompagna l’operazione dall’emissione sul mercato primario fino alla sua eventuale circolazione sul mercato secondario.

    L’operazione conferma l’evoluzione della tokenizzazione da tecnologia sperimentale a modello operativo concreto per la finanza strutturata, capace di ampliare la platea degli investitori con accesso ai private asset.

  • Intervista a Corrado Fiscale, avvocato, partner di Brid and Bird

    Intervista a Corrado Fiscale, avvocato, partner di Brid and Bird

    L’avv. Corrado Fiscale è tra le voci più esperte in Italia sulla finanza strutturata. Il suo percorso professionale ha visto l’avvento della dematerializzazione e la crescita del fintech. Per Bird & Bird si occupa di finanza strutturata. Sulla tokenizzazione degli strumenti finanziari, crede che il mercato sia maturo e serva una piena comprensione da parte degli investitori e degli operatori dei vantaggi che tale tecnica potrà dare.

    Chi è Corrado Fiscale e quali sono state le tappe che l’hanno portata dove è oggi?

    Sono un avvocato che si occupa di finanza strutturata da circa trent’anni. Ho iniziato nel 1996 in Clifford Chance, dove sono rimasto otto anni tra l’ufficio di Milano e la sede di Londra. Nel 2004 mi sono spostato con il mio team in Simmons & Simmons, dove ho lavorato cinque anni e sono diventato socio. Poi, dal 2009 al 2024, ho costruito il dipartimento di finanza strutturata di Hogan Lovells. Sono stati quindici anni importanti. Da luglio 2024 ho iniziato un’altra nuova tappa del mio percorso come partner di Bird & Bird.

    In una carriera così lunga, qual è il progetto che le ha dato più soddisfazione?

    Il prossimo! Lo dico sul serio. La finanza strutturata è un mondo in continua evoluzione e per starci dentro bisogna essere sempre aggiornati e disposti a innovare. È proprio questo che rende il lavoro divertente e stimolante, per me e per le persone con cui lavoro. La soddisfazione più grande è sempre quella che deve ancora arrivare.

    Bird & Bird è uno studio con una forte attenzione a tecnologia e innovazione. Entrarvi è stata una scelta dettata dalla sua indole o è successo qualcos’altro?

    Diciamo che ci siamo trovati. Da un lato io non ero più a mio agio nello studio in cui avevo lavorato per quindici anni; dall’altro Bird & Bird voleva sviluppare e rafforzare la propria practice di finanza strutturata. C’erano le condizioni per costruire qualcosa insieme. Poi certo, l’approccio innovativo, la leadership sulle nuove tecnologie e l’attenzione alle persone sono stati elementi che hanno pesato molto. Senza quel terreno comune non avrebbe avuto senso intraprendere questa strada.

    Dopo la dematerializzazione adesso arriva la tokenizzazione della finanza tradizionale. Rivede dei trend già visti allora? E cosa manca ancora perché questa tecnologia diventi lo standard?

    C’è una differenza di fondo. La dematerializzazione è stata introdotta per legge, è arrivata dall’alto, adeguarsi è stato obbligatorio. La blockchain nasce invece da un’esigenza del mercato e degli operatori, che è quella di rendere le operazioni finanziarie più veloci e più sicure. È una spinta che viene dal basso. Quello che manca ancora è soprattutto un passaggio culturale. Bisogna che tutti gli operatori, primi tra tutti gli investitori, ne comprendano fino in fondo i vantaggi, anche economici. Detto questo, ho l’impressione che il mercato sia finalmente maturo e si stia muovendo verso questa opportunità molto rapidamente.

    Quali sono allora le sue aspettative per il futuro, e con che tempi?

    Già quest’anno abbiamo visto le prime operazioni importanti di tokenizzazione su struttura blockchain. Mi aspetto che il prossimo anno arrivi una diffusione rapida e che, nell’arco di tre o quattro anni, la blockchain diventi di uso comune nel mondo finanziario. Non è più una questione di “se”, ma di “quando” e i tempi si stanno accorciando.

  • Fiduciaria digitale: come cambia la gestione di una raccolta di capitali

    Fiduciaria digitale: come cambia la gestione di una raccolta di capitali

    La fiduciaria è uno degli strumenti più efficaci per gestire in modo ordinato una raccolta di capitale con più investitori. Tiene pulita la cap table, semplifica l’esercizio dei diritti e concentra in un unico interlocutore ciò che altrimenti si frammenterebbe tra decine di soggetti. Con la digitalizzazione, tutto questo diventa più rapido e semplice che mai. Vediamo cosa fa una fiduciaria, come funziona e cosa cambia quando diventa digitale.

    Cos’è la fiduciaria e cosa fa nel concreto

    Una società fiduciaria (disciplinata dalla legge n. 1966/1939) amministra partecipazioni e diritti per conto dei fiducianti sulla base di un mandato. In concreto, quando un investimento avviene tramite fiduciaria, è la fiduciaria a essere intestataria della quota e a comparire nel libro soci e nella visura della società partecipata, mentre i fiducianti restano i titolari sostanziali: si separano così la proprietà, che resta in capo ai fiducianti, e l’intestazione formale, che resta in capo alla fiduciaria.

    La separazione non incide sui diritti economici. Il singolo fiduciante continua a percepire dividendi e plusvalenze e impartisce le istruzioni sulle decisioni (voto, adesione ad aumenti di capitale, vendita) che la fiduciaria esegue per suo conto. È uno strumento di amministrazione, non un prodotto d’investimento, e non uno schermo opaco: la fiduciaria conosce i fiducianti ed è tenuta agli obblighi di identificazione e di adeguata verifica in materia di antiriciclaggio.

    Il modello è particolarmente utile nelle operazioni con molti investitori, come i club deal. Invece di far comparire decine di persone singolarmente nella cap table, la fiduciaria le rappresenta con un unico intestatario; la compagine resta ordinata, la raccolta delle istruzioni e l’esercizio dei diritti si semplificano, e l’impresa che raccoglie capitale gestisce assemblee e aumenti senza ingolfarsi.

    I limiti della fiduciaria tradizionale

    Il modo in cui la fiduciaria è stata gestita storicamente, su carta con passaggi manuali, porta con sé alcuni limiti. Non riguardano la natura giuridica dello strumento, ma il processo, e si concentrano in tre punti.

    Il primo è la lentezza: attivare un mandato, tra raccolta documenti, firme in originale e configurazione, richiede da alcuni giorni a diverse settimane; tempo che pesa quando l’operazione è già in corsa e il mandato è l’ultimo passaggio prima del closing, e spesso deve essere fatto per decine di soggetti. 

    Il secondo è la burocrazia, ogni fase passa da documenti fisici in varie copie, con adempimenti che si moltiplicano e margini di errore a ogni passaggio manuale. 

    Il terzo è il coordinamento del gruppo, quando gli investitori sono molti, raccogliere le loro istruzioni e trasmetterle alla fiduciaria tra moduli, email e solleciti diventa un lavoro lento da gestire a mano.

    Trattandosi di limiti del processo e non dello strumento, è sul processo che interviene la fiduciaria digitale.

    Cos’è una fiduciaria digitale e cosa risolve

    Una fiduciaria digitale porta l’intero ciclo, apertura del mandato, onboarding, raccolta delle istruzioni, adempimenti, reportistica e trasferimenti, su una piattaforma online, invece di gestirlo su carta. La natura giuridica dello strumento non cambia: cambia l’esecuzione dei processi, e con essa i tre limiti del modello tradizionale.

    L’apertura del mandato avviene interamente online, anche da mobile. L’identificazione dell’investitore e la firma di tutta la documentazione si completano da remoto, con firma elettronica qualificata, senza scambio di documenti cartacei. È ciò che comprime i tempi da settimane a pochi minuti, ed elimina la burocrazia fisica.

    Da quel momento l’intera vita del mandato passa da un’unica dashboard: il fiduciante visualizza le proprie partecipazioni, i documenti e le comunicazioni, e impartisce le istruzioni  (voto, trasferimenti, cessioni) con pochi click e in modo tracciato. Le comunicazioni societarie, la gestione delle assemblee, la reportistica periodica e la documentazione per i benefici fiscali sono gestite dalla piattaforma.

    Anche il coordinamento di molti investitori non richiede più di raccogliere le istruzioni una a una, ciascuno opera online e ogni decisione resta tracciata. E poiché ciò che prima era lavoro manuale diventa processo standardizzato, si riducono anche i costi ricorrenti del mandato, Il risultato è che l’operatività smette di essere il collo di bottiglia.

    La fiduciaria torna a essere scelta per la sua funzione, il modo più ordinato di gestire un’operazione con più investitori,  senza gli attriti del modello cartaceo.

    Weltix Fiduciaria

    Weltix Fiduciaria S.p.A. autorizzata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, opera su questo modello attraverso la piattaforma www.weltix.tech, accessibile anche da smartphone:

    • Apertura del mandato in 7 minuti, interamente online, contro le settimane del processo tradizionale.
    • Onboarding e KYC digitali, con identificazione a distanza e firma elettronica qualificata, senza documenti cartacei.
    • Dashboard unica per visualizzare partecipazioni, documenti e comunicazioni e per impartire istruzioni con pochi click.
    • Gestione integrata di comunicazioni societarie, adempimenti fiscali e governance delle partecipazioni; aggiungere investitori o gestire le operazioni successive non aggiunge complessità amministrativa.

    Un’infrastruttura che riduce tempi e complessità operativa, rendendo l’accesso ai private asset più semplice sia per gli investitori sia per le imprese che raccolgono capitale.

  • doValue e Weltix accelerano l’innovazione nelle cartolarizzazioni con la prima emissione tokenizzata nell’ambito della collaborazione strategica

    doValue e Weltix accelerano l’innovazione nelle cartolarizzazioni con la prima emissione tokenizzata nell’ambito della collaborazione strategica

    L’operazione, del valore di 10 milioni di euro, rappresenta la prima applicazione concreta della collaborazione annunciata a giugno e segna un importante passo nell’utilizzo della tecnologia DLT nelle operazioni di cartolarizzazione di crediti NPL

    A poco più di un mese dall’annuncio della collaborazione strategica tra doValue e Weltix per applicare la tecnologia Distributed Ledger Technology – DLT alle operazioni di cartolarizzazione, il progetto raggiunge oggi una significativa tappa operativa, con il perfezionamento di una prima emissione tokenizzata nell’ambito di una cartolarizzazione di crediti NPL.

    doValue S.p.A., operatore europeo di servizi finanziari strategici, e Weltix S.p.A., infrastruttura autorizzata da CONSOB come Responsabile del Registro DLT, hanno dato concreta attuazione alla visione industriale presentata dalle due società lo scorso giugno, testimoniando la capacità di doValue di trasformare molto rapidamente questa visione in una soluzione operativa e regolamentata, applicata ad un’operazione reale di mercato.

    Il gruppo doValue, tramite la controllata doNext S.p.A., si è occupato della costituzione della società veicolo e ricopre i ruoli di Master Servicer, Corporate Servicer Provider, Calculation Agent, Rappresentante dei portatori dei titoli e di Paying Agent, mettendo a disposizione la propria esperienza nella strutturazione e gestione delle operazioni di cartolarizzazione. Teda Service S.r.l. agisce in qualità di Special Servicer dell’operazione e ha coordinato il club deal di investitori. Weltix S.p.A. ha agito in qualità di Responsabile del Registro DLT, garantendo l’emissione, la gestione e la circolazione digitale degli strumenti finanziari nel rispetto della normativa italiana introdotta dal Decreto FinTech, con il supporto legale di Simmons & Simmons e tecnologico di BlockInvest. L’assistenza legale dell’operazione è stata svolta da Intellexia Sta S.r.l. con un team guidato dal managing partner Vanessa Solimeno.

    L’utilizzo della tecnologia DLT consente ai titoli di nascere direttamente in formato digitale, senza la necessità di una successiva dematerializzazione, rendendo più efficienti i processi di emissione, gestione e trasferimento dei titoli. L’infrastruttura sviluppata da BlockInvest, partner tecnologico di Weltix, permette inoltre una maggiore tracciabilità delle operazioni, una governance digitale dell’intero ciclo di vita dello strumento finanziario e un regolamento più rapido rispetto ai modelli tradizionali.

    L’operazione conferma il crescente interesse del mercato verso l’utilizzo delle tecnologie DLT nella finanza strutturata e rappresenta un ulteriore passo verso la digitalizzazione delle cartolarizzazioni.

  • Intervista a Luciano Serra, Country Manager Italy di Boerse Stuttgart Digital

    Intervista a Luciano Serra, Country Manager Italy di Boerse Stuttgart Digital

    Il Gruppo Borsa di Stoccarda, con il progetto Seturion, è il partner tecnologico di Weltix per il regolamento in tempo quasi reale delle transazioni di strumenti finanziari tokenizzati. In questa intervista, Luciano Serra racconta l’evoluzione di Boerse Stuttgart negli asset digitali, la scelta di rivolgersi in Italia agli investitori istituzionali e le prospettive dei security token (strumenti finanziari tokenizzati), destinati secondo Serra a sostituire progressivamente gli attuali strumenti finanziari dematerializzati.

    Chi è Luciano Serra e come è arrivato al mondo della finanza digitale?

    Sono un ingegnere elettronico, con un master alla Bocconi, e da circa trent’anni lavoro nell’innovazione tecnologica e finanziaria, negli ultimi quindici soprattutto nel fintech. Mi sono avvicinato alla blockchain nel 2017 e nel 2018 ho co-fondato Iconium, iniziativa italiana nata per supportare startup internazionali impegnate nello sviluppo di protocolli, blockchain e token, investendo prevalentemente nei loro token. Questa esperienza mi ha poi portato a rappresentare Boerse Stuttgart Digital in Italia.

    Cosa è Boerse Stuttgart Digital e come si è formata la sua competenza?

    Boerse Stuttgart Digital è il ramo del gruppo Borsa di Stoccarda dedicato agli asset e alla finanza digitale. Alle spalle ha un gruppo borsistico con 165 anni di storia, secondo in Germania dopo Francoforte e sesto in Europa.

    Il percorso nel digitale è iniziato tra il 2017 e il 2018 con l’acquisizione di una società specializzata, mentre nel 2019 sono arrivati i primi servizi: inizialmente un MTF (Multilateral Trading Facility) per acquistare, vendere e custodire cripto attività e successivamente Bison, applicazione di brokeraggio retail.

    Abbiamo adottato fin dall’inizio un modello regolamentato, ottenendo diverse licenze in Germania. Oggi disponiamo anche della licenza MiCAR, siamo operativi in Italia oltre che in Germania, Austria, Svizzera, Francia, Spagna e Slovenia.

    Come state affrontando il mercato italiano?

    In Italia abbiamo scelto un posizionamento esclusivamente istituzionale, diversamente da Germania e altri Paesi dove operiamo anche nel retail. L’obiettivo non è competere con gli operatori finanziari tradizionali, ma diventare il partner di soggetti regolamentati che vogliono entrare nella finanza digitale.

    Abbiamo centinaia di migliaia di clienti retail e decine di clienti istituzionali e applichiamo al digitale gli stessi processi della finanza tradizionale, dalla compliance all’antiriciclaggio fino al contrasto dei crimini finanziari. Standard che abbiamo adottato anche quando non erano ancora espressamente richiesti dalla normativa.

    La Boerse Stuttgart Digital ha anche un segmento di mercato dedicato ai security token, cosa sono?

    I security token, a differenza delle criptovalute, sono strumenti finanziari come azioni e obbligazioni che, invece di essere dematerializzati in modalità centralizzata, vengono registrati crittograficamente su blockchain o DLT (Distributed Ledger Technology). Sono quelli che usualmente in Italia sono definiti come strumenti finanziari tokenizzati.

    Questi strumenti non rientrano nella regolamentazione MiCAR, ma nel DLT Pilot Regime, la disciplina europea transitoria sulla quale si basa anche il Decreto Fintech italiano e l’autorizzazione Consob che ha Weltix come responsabile del registro DLT.

    Come borsa dedicata ai security token stiamo per diventare operativi  nell’Unione Europea, mentre lo siamo già da un anno in Svizzera. Nell’UE prevediamo di avviare i servizi da Stoccarda all’inizio del prossimo anno.

    Crede che ci sia un reale interesse verso gli strumenti finanziari tokenizzati?

    Certamente. Stiamo parlando di un mercato di sostituzione tecnologica: come siamo passati dai titoli cartacei a quelli dematerializzati, il prossimo passaggio sarà verso quelli tokenizzati.

    I vantaggi sono significativi: riduzione degli intermediari e dei costi, maggiore liquidità e frazionabilità e soprattutto settlement più rapido, dagli attuali due giorni a circa 30 minuti, che in futuro potrebbero diventare pochi secondi. La tokenizzazione può inoltre ampliare la platea degli investitori, coinvolgendo anche generazioni più giovani che potrebbero operare attraverso un wallet senza necessariamente avere un conto titoli tradizionale.

    La finanza adotta rapidamente le tecnologie capaci di migliorare costi, velocità e marginalità. Per questo ritengo inevitabile l’adozione della tokenizzazione, che innova l’infrastruttura senza modificare la natura della finanza.

    I grandi operatori americani sono già avanti di alcuni anni: realtà come JP Morgan e BlackRock, dopo una fase iniziale di diffidenza, hanno abbracciato sia il mondo crypto sia quello dei security token. È difficile stabilire quanto rapidamente avverrà la trasformazione, ma la direzione appare chiara: i security token sono destinati progressivamente a sostituire l’attuale modello basato sulla dematerializzazione.

    Che collaborazione c’è tra Boerse Stuttgart Digital e Weltix?

    All’interno del Boerse Stuttgart Group abbiamo creato Seturion, la nostra società dedicata al settlement dei security token, cioè lo scambio tra denaro, sia in forma tradizionale che sotto forma di stable coin, e titolo finanziario tokenizzato.

    Accanto a Weltix, infrastruttura legale grazie all’autorizzazione Consob, e a BlockInvest, infrastruttura tecnologica, Seturion è l’infrastruttura di settlement.

    Questa partnership, con queste tre gambe e le operazioni già fatte in Italia, vuole portare sul mercato uno standard nel Paese per tutti gli operatori che vogliono avvicinarsi alla tokenizzazione degli strumenti finanziari.

  • Intervista a Lorenzo Rigatti, fondatore di BlockInvest, il partner tecnologico di Weltix per la tokenizzazione degli strumenti finanziari

    Intervista a Lorenzo Rigatti, fondatore di BlockInvest, il partner tecnologico di Weltix per la tokenizzazione degli strumenti finanziari

    Lorenzo Rigatti è il fondatore e CEO di BlockInvest, il partner tecnologico di Weltix per la tokenizzazione degli strumenti finanziari. In questa intervista, Lorenzo Rigatti ripercorre il suo percorso, la nascita di BlockInvest e la collaborazione con Weltix, Responsabile del Registro DLT autorizzato Consob.

    Chi è Lorenzo Rigatti?

    Sono nato a Napoli nel 1989 e, prima ancora di definirmi imprenditore, mi considero un appassionato di sport e tecnologia. Per molti anni il basket è stato una parte fondamentale della mia vita e credo che mi abbia insegnato due aspetti che oggi porto quotidianamente nel lavoro: il valore del gioco di squadra e la
    capacità di gestire la pressione nei momenti complessi.

    Dopo il liceo mi sono trasferito a Torino, dove ho studiato Ingegneria al Politecnico, vivendo anche un’esperienza di internship a Detroit. Successivamente ho iniziato il mio percorso professionale in Fincantieri, ma a un certo punto ho capito che volevo costruire qualcosa di mio. L’incontro con il mondo blockchain ha rappresentato il punto di svolta della mia vita professionale.

    Ci parla della sua vita professionale?

    Guardando indietro, vedo il mio percorso come la combinazione di esperienze molto diverse ma complementari. La prima fase è stata quella industriale in Fincantieri, dove lavoravo come Project Planner nella costruzione di navi da crociera. È stata una palestra incredibile: gestire progetti da centinaia di milioni di euro, con tempi rigidissimi e stakeholder internazionali, mi ha insegnato cosa significhi davvero affrontare la complessità operativa.

    Successivamente mi sono trasferito in Svizzera, entrando nel cuore dell’ecosistema blockchain europeo. Prima con Noku e poi con Luxochain ho approfondito sia gli aspetti tecnologici sia quelli di business della blockchain, lavorando anche sull’autenticazione del lusso tramite NFT.

    Quella esperienza mi ha fatto comprendere non solo il potenziale enorme della tecnologia, ma anche i suoi limiti quando non dialoga con il mondo regolamentato.

    Da lì è nata la sintesi di tutto il mio percorso: BlockInvest.

    Come ha scoperto il mondo della blockchain?

    Lavoravo ancora in Fincantieri quando ho capito che la blockchain era una tecnologia capace di trasformare profondamente il funzionamento dei mercati finanziari, della gestione degli asset e della fiducia digitale. Da quel momento ho iniziato a studiare protocolli, infrastrutture e casi d’uso nella finanza tradizionale.

    Come è nata BlockInvest e quali sono state le tappe di sviluppo?

    BlockInvest nasce ufficialmente a Milano alla fine del 2019, ma l’idea era già maturata l’anno precedente mentre lavoravo in Svizzera insieme a Fabio Pacchioni, che sarebbe poi diventato il CTO della società. L’idea iniziale era quella di tokenizzare il settore immobiliare, ma ci siamo scontrati molto rapidamente con i limiti
    normativi europei.

    Da lì abbiamo capito che la vera opportunità non era tokenizzare direttamente gli immobili, ma lavorare sui layer finanziari e sugli strumenti regolamentati. È stato il pivot strategico che ci ha portato a diventare una smart-contract factory per la finanza.

    Negli anni successivi abbiamo costruito un percorso molto graduale ma estremamente concreto. Nel 2021 Crédit Agricole Italia ha sottoscritto interamente il nostro pre-seed, dando una forte validazione industriale al progetto. Nel 2022 siamo entrati nel mercato europeo lavorando su operazioni di green bond tokenizzati in Lussemburgo. Nel 2023 siamo stati selezionati sia da Borsa Italiana per il programma TechShare di Euronext sia dalla Banca d’Italia nella sua Call for Proposal.

    Il 2024 è stato probabilmente l’anno della svolta: abbiamo vinto il tender di CDP per il primo strumento finanziario tokenizzato istituzionale italiano, sottoscritto da Intesa Sanpaolo. Nel 2025
    sono poi arrivate la tokenizzazioni dell’equity di Weltix, il primo minibond tokenizzato E4 acquistato da UniCredit e CDP e la prima nota strutturata emessa da UniCredit dedicata a investitori privati. Infine, nel 2026, proprio UniCredit è entrata nel capitale di BlockInvest come lead investor.

    Qual è l’offerta di BlockInvest?

    BlockInvest è un’infrastruttura tecnologica istituzionale per la tokenizzazione degli strumenti finanziari. Una delle nostre caratteristiche distintive è il modello permissioned token on permissionless ledger: utilizziamo una blockchain pubbliche come Polygon per garantire trasparenza e resilienza, ma con livelli di controllo proprietari che consentono piena conformità normativa sul controllo del token.

    Che collaborazione c’è tra BlockInvest e Weltix?

    La collaborazione con Weltix è molto stretta e rappresenta uno degli esempi più avanzati oggi presenti in Italia nel mondo della tokenizzazione regolamentata. BlockInvest fornisce l’infrastruttura tecnologica per l’emissione e la gestione degli strumenti finanziari digitali, mentre Weltix opera come Responsabile del Registro DLT autorizzato da Consob. In pratica, le due realtà lavorano in modo complementare: noi sviluppiamo il layer tecnologico e gli smart contract, mentre Weltix gestisce la componente regolamentare legata alla circolazione digitale degli strumenti finanziari. Le principali operazioni di tokenizzazione
    realizzate in Italia, appena citate, sono nate proprio da questa collaborazione.
    L’obiettivo comune è costruire una nuova infrastruttura dei mercati finanziari europei, più digitale, efficiente e accessibile.

  • Leonardo Capital SIM entra nel capitale di Weltix

    Leonardo Capital SIM entra nel capitale di Weltix

    L’alleanza industriale ha lo scopo di accelerare lo sviluppo di Weltix sul mercato dei capitali, con LCS quale partner strategico per la clientela istituzionale e corporate.

    Leonardo Capital SIM S.p.A. (“LCS”), primaria SIM indipendente specializzata nei servizi di investment banking e capital markets, con una consolidata presenza presso investitori istituzionali e grandi imprese, ha acquisito una partecipazione pari al 5% del capitale di Weltix S.p.A. (“Weltix”), infrastruttura regolamentata per la gestione digitale di private asset. L’operazione segna l’avvio di una collaborazione industriale di ampio respiro tra le due società.

    L’operazione si configura come una partnership strategica finalizzata ad accelerare il posizionamento di Weltix sul mercato istituzionale unendo competenze complementari, relazioni consolidate e una visione condivisa, con l’obiettivo di ampliare le opportunità di business e consolidare la presenza Weltix nel mercato dei capitali. Leonardo Capital SIM metterà a disposizione la propria esperienza nei capital markets e il consolidato rapporto con investitori istituzionali, banche, asset manager, assicurazioni e clientela corporate, contribuendo ad ampliare la diffusione delle infrastrutture regolamentate di Weltix all’interno del mercato professionale.

    L’ingresso di LCS si innesta all’interno di un percorso che ha già portato Weltix al centro del mercato italiano dei private asset, con un focus particolare sugli strumenti finanziari nativamente digitali, comunemente detti tokenizzati, e punta a diffondere proprio questa innovativa modalità di emissione e circolazione presso investitori istituzionali e grandi imprese.

    Nell’ottobre 2025 Weltix è stata la prima società italiana a emettere il proprio capitale azionario in forma di token su blockchain pubblica.

    In qualità di Responsabile del registro DLT, con autorizzazione Consob ai sensi del Decreto Fintech, Weltix è stata coinvolta in una serie di operazioni che hanno aperto un mercato fino a quel momento non esistente al fianco di controparti bancarie e istituzionali di primo piano: il primo minibond tokenizzato con UniCredit quale arranger, CDP tra gli investitori e garanzia SACE (dicembre 2025); la prima nota strutturata tokenizzata emessa da UniCredit (gennaio 2026); e, nel corso del 2026, operazioni di cartolarizzazione con i principali master servicer, tra cui doValue e 130 Servicing, e minibond su un ventaglio crescente di strumenti e controparti, tra cui la stessa UniCredit e Frigiolini & Partners.

    Un track record che, dalla tokenizzazione delle azioni ai prodotti strutturati fino alle cartolarizzazioni, dimostra l’interesse e la solidità del modello su cui la partnership con LCS punta ora ad accelerare.

  • Weltix e 130 Servicing rafforzano la collaborazione nel mercato delle cartolarizzazioni digitali

    Weltix e 130 Servicing rafforzano la collaborazione nel mercato delle cartolarizzazioni digitali

    Milano, 22/07/26 –

    Weltix e 130 Servicing rafforzano la collaborazione strategica per lo sviluppo delle cartolarizzazioni tokenizzate.

    La partnership valorizza la complementarità tra finanza strutturata e tecnologia DLT, con l’obiettivo di sviluppare nuove soluzioni per il mercato dei capitali privati.

    Dopo la positiva esperienza maturata con la prima operazione realizzata nel mercato delle cartolarizzazioni digitali mediante emissione di ABS nativamente tokenizzate, Weltix e 130 Servicing
    annunciano un ulteriore rafforzamento della propria collaborazione, confermando la volontà di contribuire
    allo sviluppo di infrastrutture sempre più efficienti, digitali e interoperabili a supporto dei mercati privati.


    La collaborazione strategica tra le due società nasce dalla complementarità delle rispettive competenze e si inserisce nel più ampio percorso di innovazione e digitalizzazione promosso da 130 Servicing, società del Gruppo BDG.

    Da un lato, 130 Servicing mette a disposizione la propria consolidata esperienza nella strutturazione e gestione di operazioni di cartolarizzazione e finanza strutturata; dall’altro, Weltix apporta le proprie competenze nell’emissione e gestione di strumenti finanziari digitali, in piena conformità quale
    soggetto autorizzato Consob per il ruolo di responsabile del registro DLT dei titoli tokenizzati.


    Weltix opera nel mercato italiano come operatore indipendente autorizzato a offrire un’infrastruttura completa per tali attività, attraverso l’autorizzazione Consob come responsabile del registro DLT e gli altri servizi regolamentati dedicati ai mercati privati. La collaborazione con 130 Servicing si inserisce in una
    logica di integrazione di competenze specialistiche e di utilizzo delle migliori soluzioni disponibili nell’ecosistema di mercato, in coerenza con il percorso di innovazione e sviluppo digitale perseguito in coordinamento con la competenza tecnologica peculiare del Gruppo BDG.

    Nell’ambito di questa evoluzione, il manager di Weltix, Andrea Papa entrerà in 130 Servicing il 27 luglio p.v., dove contribuirà allo sviluppo delle iniziative commerciali dedicate ai mercati del debito e delle cartolarizzazioni, rafforzando le competenze della società e favorendo l’integrazione dei servizi offerti da 130 Servicing, anche in ottica innovativa, con quelli dei principali operatori del mercato. Nel corso della sua esperienza in Weltix, Andrea Papa ha contribuito allo sviluppo della practice dedicata ai Debt Capital
    Markets e delle iniziative rivolte alla digitalizzazione dei mercati privati.

    La collaborazione tra Weltix e 130 Servicing si inserisce nelle rispettive strategie di sviluppo orientate alla costruzione di un ecosistema aperto di collaborazioni industriali e commerciali. Per 130 Servicing, tale evoluzione è coerente con il percorso di innovazione, digitalizzazione e sviluppo di nuove competenze
    specialistiche definito a livello di Gruppo BDG.

    Entrambe le società continueranno a collaborare anche indipendentemente con banche, intermediari, servicer, asset manager, emittenti, investitori e altri operatori specializzati, nella convinzione che l’evoluzione dei mercati privati passi attraverso infrastrutture interoperabili, competenze complementari e modelli di cooperazione in grado di generare valore per l’intera filiera finanziaria.

  • Al via la prima cartolarizzazione italiana con ABS nativi su blockchain

    Al via la prima cartolarizzazione italiana con ABS nativi su blockchain

    Sorec, operatore specializzato nell’acquisto e nel recupero di portafogli crediti deteriorati di natura finanziaria, bancaria e assicurativa, annuncia oggi la prima operazione in Italia di cartolarizzazione di Non Performing Loans (NPL) con emissione di titoli ABS (Asset Backed Security) nativi digitali su blockchain.

    L’iniziativa, promossa, ideata e strutturata da RE Chain Srl, che ha svolto il ruolo di regista dell’operazione coordinandone sviluppo e implementazione, vede Sorec nel ruolo di Special Servicer, affiancata da 130 Servicing, in qualità di Master Servicer e calculation agent del veicolo, Weltix, come responsabile del registro per la Circolazione Digitale (DLT) autorizzato e vigilato Consob, BlockInvest, in veste di fornitore della piattaforma e dell’infrastruttura tecnologica su cui si è interamente basata l’operazione, e Simons & Simons come advisor legale dell’operazione.

    L’operazione introduce un modello operativo interamente digitale che permette di migliorare l’efficienza complessiva dell’intero ciclo di vita della cartolarizzazione. Tra i benefici si riscontra una riduzione dei costi, degli intermediari coinvolti e dei tempi di emissione e settlement. Ne deriva una maggiore trasparenza e tracciabilità, con la possibilità per investitori e stakeholder di accedere in modo diretto e continuo alle informazioni relative alle performance del portafoglio, ai flussi di cassa e allo stato delle note, con un maggior controllo e gestione del rischio, aspetto particolarmente rilevante per i portafogli NPL e UTP dove la qualità dell’informazione è centrale.

    L’operazione ha visto la costituzione di un comparto dedicato all’interno del veicolo di cartolarizzazione Dolomiti SPV, con l’emissione di un’unica classe di note asset-backed, per un importo massimo fino a €23 Milioni, registrate e gestite nativamente su blockchain pubblica, segnando un’innovazione significativa nel mercato italiano degli NPL. Il portafoglio sottostante è composto da 134.167 crediti deteriorati, per un controvalore lordo complessivo (GBV – Gross Book Value) pari a €965.581.897,80.

    Sorec ha potuto contare sull’apporto di un team interno multidisciplinare. In particolare, Claudia Lo Curto, avvocata e Responsabile Legal & Compliance di Sorec, che ha seguito la strutturazione legale del comparto e la definizione dell’assetto contrattuale dell’operazione, e Stefano Platini, NPL Strategy, responsabile della definizione e supervisione delle strategie di gestione dei portafogli, contribuendo alla definizione del pricing, allo sviluppo dei business plan e alla strutturazione finanziaria delle operazioni lungo l’intero ciclo di vita dell’investimento.